Bangladesh, la polizia scopre 18 reti di trafficanti sulla rotta Libia–Italia

Quaderni di viaggio, fascicoli e una lente su una scrivania.
Immagine illustrativa generata con IA; non documenta persone o fatti reali.

Il Dipartimento investigativo criminale (CID) della polizia del Bangladesh ha individuato almeno 18 organizzazioni criminali che trasferiscono migranti verso l’Europa attraverso la Libia. Gli investigatori hanno identificato più di 119 presunti membri. La notizia, diffusa dal quotidiano Bangladesh Pratidin, è stata ripresa in Italia dall’agenzia Nova il 16 ottobre.

Come funzionano le reti

Intermediari locali reclutano nei villaggi chi vuole partire e raccolgono il denaro per il viaggio. I migranti vengono portati in Nord Africa e affidati a complici in Libia, che organizzano la traversata oppure li trattengono e chiedono altri soldi alle famiglie in Bangladesh.

Non tutti i sospettati sono stati arrestati: diversi si trovano all’estero e almeno 48 persone non sono state inserite negli atti d’accusa perché mancavano nomi e indirizzi completi. Il responsabile dell’indagine, Sakhawat Hossain, ha spiegato che la mappatura è ancora in corso.

Una ferita aperta

Le inchieste sono nate anche dopo la strage di Mizda, in Libia, dove il 28 maggio 2020 i trafficanti uccisero 26 bangladesi tenuti in ostaggio. Intanto il Bangladesh resta la prima nazionalità tra gli sbarchi in Italia nel 2026.

Il messaggio per chi pensa di partire è chiaro: la via irregolare espone a debiti, violenze e ricatti. Le uniche vie legali per lavorare in Italia passano dal decreto flussi, con domanda presentata da un datore di lavoro reale.

Redazione BIMAS

Team editoriale di BIMAS – Bangladesh Immigrants’ Association Italy. Informazione, comunità e integrazione per una società più inclusiva.