Caporalato, a Milano 265 permessi di soggiorno a chi ha denunciato: come funziona l’articolo 18-ter

Guanti da lavoro e un casco accanto a un cantiere edile.
Immagine illustrativa generata con IA; non documenta persone o fatti reali.

Più di 30 milioni di euro recuperati, in gran parte destinati ai lavoratori, e 265 permessi di soggiorno già rilasciati. È il risultato di un’operazione contro il caporalato coordinata dalla Procura di Milano, che ha riguardato 292 lavoratori indiani impiegati nella costruzione del nuovo consolato degli Stati Uniti. Le somme coprono straordinari non pagati, alloggio, danni morali, contributi e TFR.

La ministra del Lavoro Marina Calderone ha parlato di un risultato che dimostra come «chi denuncia non è solo».

Il permesso per chi denuncia

Lo strumento usato è l’articolo 18-ter del Testo unico sull’immigrazione, introdotto dal decreto legge 145 del 2024. Prevede un permesso di soggiorno per motivi speciali per lo straniero vittima di sfruttamento lavorativo che collabora con le autorità. Vale anche per chi era senza documenti.

Riguarda anche i bangladesi

Il caso milanese riguarda lavoratori indiani, ma lo sfruttamento colpisce molte comunità. Nei cantieri navali e nell’edilizia, ad esempio, sono stati documentati casi di lavoratori bangladesi costretti a restituire parte dello stipendio ai capisquadra.

A chi rivolgersi

  • Ispettorato nazionale del lavoro o Carabinieri per la tutela del lavoro;
  • sindacati (CGIL, CISL, UIL) e sportelli per migranti;
  • il numero verde antitratta 800 290 290, gratuito e anonimo.

Conservate buste paga, messaggi e ogni prova dell’orario effettivamente lavorato.

Redazione BIMAS

Team editoriale di BIMAS – Bangladesh Immigrants’ Association Italy. Informazione, comunità e integrazione per una società più inclusiva.