Secondo il rapporto 2025 del Ministero del Lavoro sulla comunità bangladese, il tasso di occupazione dei bangladesi in Italia è del 60,7%, in linea con la media dei cittadini non comunitari (61,3%). Ma il dato nasconde una differenza enorme: lavora l’83,8% degli uomini e solo l’11,4% delle donne.
I settori
- Alberghi e ristorazione: 32,0%
- Industria: 25,3% (metalmeccanica, cantieri navali, manifattura)
- Commercio: 22,8%
- Trasporti e servizi alle imprese: 10,3%
- Agricoltura: 4,6%
La professione più diffusa è quella di impiegato, addetto alle vendite o ai servizi alla persona (40,6%).
Contratti brevi
Nel 2024 ci sono state 172.966 assunzioni di lavoratori bangladesi, l’8,3% di quelle di tutti i non comunitari: il 77,8% a tempo determinato. Nello stesso anno si sono chiusi 149.302 rapporti di lavoro. È il segno di un mercato molto mobile, in cui si cambia spesso impiego.
Sindacato e tutele
Circa un lavoratore bangladese su sei è iscritto a un sindacato (12.540 iscritti su circa 79.000 lavoratori), più della metà alla CGIL. La disoccupazione è al 6,5%, ma sale al 21,8% tra le donne.
Cosa ci dicono i numeri
Formazione, lingua italiana e riconoscimento dei titoli di studio sono le leve per passare da impieghi precari a lavori più qualificati — e per aprire il mercato del lavoro alle donne.





