L’Italia avvierà a novembre un progetto per preparare i lavoratori bangladesi che vogliono venire a lavorare nel nostro Paese. Lo ha annunciato l’ambasciatore d’Italia a Dhaka, Antonio Alessandro, incontrando Mahdi Amin, consigliere del primo ministro Tarique Rahman. All’incontro era presente anche il vice capo missione Federico Zamparelli.
Cosa prevede
I partecipanti studieranno la lingua italiana, le norme civiche e sociali del Paese e acquisiranno competenze pratiche e tecniche legate al lavoro, con l’obiettivo di trovare un impiego regolare in Italia. L’ambasciatore ha anche indicato l’intenzione di aumentare i visti per studenti bangladesi.
Mahdi Amin ha spiegato che l’invio di lavoratori qualificati e l’insegnamento di una terza lingua sono tra le «priorità del primo ministro».
I numeri
In un’intervista di settembre al quotidiano Kaler Kantho, l’ambasciatore aveva ricordato che nel 2025 circa 10.000 bangladesi sono arrivati legalmente in Italia per lavoro e che un numero simile è atteso nel 2026. Alcune centinaia all’anno partono già con un nuovo meccanismo che prevede una formazione professionale nel Paese d’origine. Ogni anno vengono inoltre rilasciati 12–13 mila visti per ricongiungimento familiare.
La formazione prima della partenza è uno degli strumenti con cui i due governi vogliono rafforzare i canali regolari, dopo anni segnati dalle truffe sui contratti di lavoro.





