Affittare casa in Italia: tipi di contratto, registrazione e deposito

Un inquilino riceve le chiavi di casa accanto ai documenti d’affitto.
Immagine illustrativa generata con IA; non documenta persone o fatti reali.

Un contratto d’affitto regolare non è solo una tutela contro gli sfratti improvvisi: serve per la residenza, per il rinnovo del permesso e per il ricongiungimento familiare. Eppure molti stranieri vivono in case senza contratto o con contratti non registrati.

I tipi di contratto

  • Libero (4+4): quattro anni rinnovabili per altri quattro, canone libero.
  • Concordato (3+2): tre anni più due, canone stabilito dagli accordi locali, spesso più basso.
  • Transitorio: da 1 a 18 mesi, solo per esigenze temporanee documentate.

Gli obblighi del proprietario

  • Registrare il contratto all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla firma.
  • Comunicare alla Questura l’ospitalità o la locazione a cittadini non comunitari entro 48 ore, tramite il portale dedicato: la mancata comunicazione è punita con una multa da 160 a 1.100 euro.
  • Il deposito cauzionale non può superare tre mensilità.

I documenti dell’inquilino

Passaporto valido, permesso di soggiorno (o ricevuta del rinnovo), codice fiscale e una prova di reddito stabile, come contratto di lavoro o buste paga.

Consigli

  • Pagate l’affitto con bonifico o chiedete sempre la ricevuta.
  • Chiedete una copia del contratto registrato: vi servirà in Questura e in Comune.
  • Diffidate dei «posti letto» senza contratto: non permettono di prendere la residenza.

Redazione BIMAS

Team editoriale di BIMAS – Bangladesh Immigrants’ Association Italy. Informazione, comunità e integrazione per una società più inclusiva.