Entra in vigore il Patto Ue su migrazione e asilo: cosa cambia per chi arriva dal Bangladesh

Bandiere dell’Unione europea davanti a un edificio istituzionale.
Immagine illustrativa generata con IA; non documenta persone o fatti reali.

Dal 12 giugno 2026 si applica il Patto europeo su migrazione e asilo, approvato due anni fa. Introduce un quadro unico per tutti i 27 Stati membri su controlli alle frontiere, procedure di asilo e condizioni di accoglienza, con un meccanismo di solidarietà per ricollocare i richiedenti asilo tra i Paesi.

Il Bangladesh tra i «Paesi sicuri»

A febbraio il Parlamento europeo ha approvato la prima lista europea di Paesi di origine sicuri: Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia, oltre ai Paesi candidati all’adesione. Per i cittadini di questi Paesi le domande di asilo sono esaminate con una procedura accelerata.

Nell’agosto 2025 la Corte di giustizia dell’Ue aveva stabilito che un Paese, per essere considerato sicuro, doveva esserlo per tutta la popolazione e in tutto il territorio, e che i giudici nazionali potevano verificarlo. Il nuovo regolamento europeo supera in parte quel requisito.

Cosa resta garantito

  • Il diritto di presentare domanda di protezione, anche per chi viene da un Paese «sicuro».
  • L’esame individuale della propria storia: chi rischia persecuzioni può comunque ottenere protezione.
  • La possibilità di ricorrere contro un diniego, con tempi però più stretti.

Il nodo dei rimpatri

Insieme al Patto è in discussione un regolamento sui rimpatri molto più severo, criticato da oltre 250 organizzazioni. Il primo bilancio della Commissione sull’attuazione è atteso nei prossimi mesi. Con procedure più rapide diventa ancora più importante rivolgersi subito a un avvocato o a un’associazione.

Redazione BIMAS

Team editoriale di BIMAS – Bangladesh Immigrants’ Association Italy. Informazione, comunità e integrazione per una società più inclusiva.