Il codice fiscale è il primo numero di cui hai bisogno in Italia: serve per il contratto di lavoro e quello d’affitto, per iscriverti all’ASL e scegliere il medico di base, per la scuola dei figli, per aprire un conto in banca, comprare una SIM e chiedere lo SPID. Per molti cittadini stranieri viene assegnato in automatico durante la pratica di ingresso o di soggiorno.
Chi te lo assegna
- Ingresso per lavoro o ricongiungimento familiare: lo Sportello unico per l’immigrazione della Prefettura assegna un codice provvisorio (solo numeri). Il codice definitivo, di 16 caratteri tra lettere e numeri, arriva con la domanda di permesso di soggiorno.
- Altri permessi chiesti in Questura: lo assegna direttamente la Questura.
- Richiedenti asilo: lo assegnano la Questura o la polizia di frontiera quando si presenta la domanda; lo trovi sulla ricevuta.
- Sei già in Italia e non ce l’hai: lo chiedi a un ufficio dell’Agenzia delle Entrate con il modello AA4/8.
Cosa portare all’Agenzia delle Entrate
- Il modello AA4/8 compilato (lo trovi anche in ufficio).
- Un documento: permesso di soggiorno valido, oppure passaporto valido con il visto se richiesto, oppure un’attestazione d’identità rilasciata dall’ambasciata o dal consolato del tuo Paese.
Conviene prenotare l’appuntamento sul sito o sull’app dell’Agenzia delle Entrate, oppure al numero verde 800 90 96 96 (da cellulare 06 97617689). Il codice fiscale è gratuito: nessuno deve chiederti soldi per ottenerlo.
La tessera
Quando ti iscrivi al Servizio sanitario nazionale, il codice fiscale viene stampato sulla tessera sanitaria, che arriva per posta all’indirizzo che hai indicato. Se la perdi o si rovina, puoi chiedere un duplicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate o in ufficio.
Se i dati sono sbagliati
Nome, cognome e data di nascita devono essere scritti esattamente come sul passaporto e sul permesso. Un errore crea problemi con INPS, banca, Comune e datore di lavoro. Se noti una differenza, chiedi la correzione all’Agenzia delle Entrate portando passaporto e permesso. Se nel tempo hai ricevuto due codici diversi (per esempio uno provvisorio e uno definitivo), da quel momento usa solo il definitivo e comunicalo a datore di lavoro, medico e banca.
Hai dubbi sul tuo caso? Scrivi allo sportello BIMAS.





