Undici piccole e medie imprese italiane della tecnologia tessile sono arrivate in Bangladesh il 6 luglio per una missione di affari tra Dhaka e Chittagong, con presentazioni, incontri B2B e visite in fabbrica. La delegazione era accompagnata da funzionari dell’agenzia ICE e di ACIMIT, l’associazione dei costruttori italiani di macchine tessili.
I numeri
Secondo la commissaria commerciale regionale Antonietta Baccanari, nel 2025 l’Italia ha esportato in Bangladesh macchinari tessili per circa 71 milioni di euro. ACIMIT rappresenta oltre 300 aziende che esportano complessivamente circa 1,7 miliardi di euro l’anno.
Le aziende e i partner
Hanno partecipato Color Services, Corino Macchine, Danti Paolo, Durst, L.A.I.P., Lawer, Pinter Caipo, Reggiani Macchine, Salvadè, Tecnorama e Ugolini. Partner bangladesi le associazioni degli industriali dell’abbigliamento e del tessile BGMEA, BTMA e BKMEA e la Camera di commercio di Chittagong.
L’ambasciatore Antonio Alessandro ha ricordato che le aziende italiane «hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo dell’industria tessile del Bangladesh» e oggi puntano a fornire tecnologie per sostenibilità e logistica.
Perché ci riguarda
Il tessile è il cuore dell’economia del Bangladesh e uno dei legami più forti con l’Italia. Per molti bangladesi in Italia — imprenditori, tecnici, commercianti — è anche un’opportunità di lavoro tra i due Paesi.





