In Italia ogni anno nascono migliaia di bambini da madri bangladesi. Il Servizio sanitario garantisce un percorso di assistenza alla gravidanza che molte donne appena arrivate non conoscono.
Cosa è gratuito
- Le visite e gli esami previsti in gravidanza — ecografie, analisi del sangue, controlli periodici — sono esenti dal ticket se prescritti per il controllo della gravidanza.
- I corsi di accompagnamento alla nascita organizzati dalle ASL.
- Il parto in ospedale pubblico e l’assistenza dopo il parto.
Il consultorio familiare
I consultori sono servizi pubblici dell’ASL con ostetriche, ginecologi, psicologi e assistenti sociali. Si può andare senza ricetta del medico. Offrono controlli in gravidanza, supporto all’allattamento, contraccezione e aiuto in situazioni difficili. In molte città è presente una mediatrice culturale: chiedete se c’è qualcuno che parla bengalese.
Chi non ha il permesso di soggiorno
Le cure per la gravidanza e il parto sono garantite anche alle donne senza documenti, con il codice STP. La legge vieta l’espulsione delle donne in gravidanza e fino a sei mesi dopo la nascita del figlio; in questo periodo è possibile chiedere un permesso di soggiorno per cure mediche.
Dopo la nascita
- Il neonato va dichiarato all’ufficiale di stato civile entro 10 giorni (in Comune) o entro 3 giorni in ospedale.
- Va iscritto al Servizio sanitario e gli va assegnato un pediatra.
- Va aggiornato il permesso di soggiorno dei genitori con il nuovo figlio e, se previsto, presentata la domanda di assegno unico.





