Ogni anno in Italia nascono migliaia di bambini da genitori bangladesi: 3.785 solo nel 2024, l’8,9% di tutte le nascite da genitori non comunitari. La legge italiana non dà la cittadinanza alla nascita, ma prevede una strada semplice al compimento della maggiore età.
La regola
Chi è nato in Italia e vi ha risieduto legalmente senza interruzioni fino ai 18 anni può diventare cittadino con una semplice dichiarazione all’ufficiale di stato civile del Comune. La dichiarazione va fatta entro un anno dal diciottesimo compleanno: dopo, si perde questa possibilità e bisogna seguire la strada più lunga della residenza.
Cosa serve
- Atto di nascita italiano.
- Prova della residenza continuativa: iscrizione all’anagrafe, ma anche certificati scolastici e vaccinali possono aiutare a coprire eventuali «buchi».
- Documento d’identità e permesso di soggiorno.
Il Comune deve informare il ragazzo o la ragazza di questa possibilità nei sei mesi prima del diciottesimo compleanno.
L’importanza della residenza
Molti problemi nascono da periodi in cui il figlio non risultava iscritto all’anagrafe, ad esempio dopo un trasloco o un viaggio lungo in Bangladesh. Genitori, controllate che i figli siano sempre registrati all’indirizzo dove vivete.
Se un genitore è già italiano
Se uno dei genitori ottiene la cittadinanza quando il figlio è minorenne e convive con lui, il figlio diventa italiano automaticamente. Nel 2024 oltre metà delle acquisizioni di cittadinanza dei bangladesi è avvenuta per trasmissione dai genitori o al compimento dei 18 anni.





